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Sport: La prevenzione salva la vita, date più attenzione ai Vostri figli

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Ci ha dato lo spunto la morte a Teramo di un bambino di 9 anni

 

Marco a 9 anni muore in provincia di Teramo, mini calciatore dell'Fc Pineto a fine allenamento si accascia al suolo a causa di un malore. Saranno inutili i soccorsi e la corsa verso l'ospedale di Atri. L'autopsia rivelerà che il piccolo soffriva di una malformazione congenita al cuore. A Marco, figlio di un ex giocatrice di serie A di pallavolo, oggi allenatrice, del Silvi e di un fisioterapista, non è mai stato diagnosticato nulla.

Non vogliamo puntare il dito verso il caso specifico, ma questo ci dà lo spunto per dare piccoli e semplici consigli attraverso i quali i genitori potranno prevenire questi avvenimenti.

Innanzitutto l'abito non fa il monaco, ovvero, il bel campo di calcio o la bella palestra o il completino griffato non sono sempre il più importante biglietto da visita, se dovete avviare i vostri bambini allo sport dovete pretendere che la società alla quale lo intendete affidare abbia quattro semplici canoni, ovvero che:

  1. sia affiliata ad una federazione riconosciuta dal Coni;
  2. abbia istruttori qualificati con patentino federale (a secondo del livello richiesto dal campionato);
  3. abbia in dotazione almeno un defibrillatore automatico e sia sempre presente agli allenamenti;
  4. gli istruttori e/o dirigenti siano abilitati, con attestato, all'uso del defibrillatore avendo frequentato il corso BLD.

La dotazione del defibrillatore è stato introdotto dal decreto Balduzzi e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 luglio 2013, ma non tutte le società italiane sono in regola, perché il defibrillatore costa come la frequenza al corso e quindi come possiamo tutelarci?

Innanzitutto ogni anno prima dell'inizio dell'attività sportiva, visto anche il veloce sviluppo fino alla adolescenza, è bene sottoporre il proprio figlio ad una visita medico-sportiva. La norma attuale dice che fino all'11° anno di età è necessario solo il certificato rilasciato dal medico di base, superata questa soglia è d'obbligo la visita medico sportiva.

Ma per precauzione e come prevenzione si consiglia sempre la seconda opzione.

Cosa ha di differente la visita medica fatta dal proprio pediatra da quella medico sportiva, ovvero quella che al termine della quale il medico di famiglia rilascia all'assistito il classico certificato di sana e buona costituzione fisica?

C'è da puntualizzare che con l'attuazione del decreto Balduzzi, che impone la responsabilità civile e penale dei medici, molti pediatri che non sono forniti di apparecchiature cardiologiche, per il rilascio della certificazione pretendono che il proprio assistito si sottoponga a visita cardiologica.

La visita medico sportiva è il vero è proprio tagliando dell'atleta, una sorta di revisione del corpo, il dottore rilascerà il certificato di abilitazione all'attività agonistica (che ha validità 1 anno) solo al termine di una serie di test espletati sull'atleta, che di norma sono:

  • misure antropometriche (peso ed altezza);
  • visita clinica;
  • elettrocardiogramma a riposo;
  • elettrocardiogramma sotto sforzo o IRI test;
  • spirometria (esame della misurazione del respiro);
  • analisi delle urine
Effettuare annualmente questi test sono la più importante opera di prevenzione. Comunemente al termine di questi test agli atleti sottoposti a visita viene diagnosticato:
  • soffio al cuore;
  • aritmia cardiaca;
  • diabete infantile;
  • colesterolo alto;
  • pressione alta;
  • disturbi della vista

Tutte le sopra elencate problematiche, se affrontate per tempo portano ad una rapida soluzione e a volte anche alla salvezza della propria vita.

Vi ricordate la storia del calciatore Biabiany, al quale i medici del Milan a seguito di visite accurate hanno diagnosticato un'aritmia cardiaca?

Per questo motivo chiediamo a mo' di preghiera ai signori genitori che leggeranno questo articolo di passarsi una mano sulla coscienza, di rinunciare al telefonino di ultimo grido, al pacchetto di sigarette o alla pizza del sabato, per destinare maggiori risorse alla salvaguardia della salute dei propri figli. Una buona opera di prevenzione salva la vita, forse poteva essere fatto meglio anche nel caso di Marco.

Fabrizio Campagnano - SportdelGolfo.com

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