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Esclusiva Sdg.com: Ag. Fifa Francesco Spisso "Il calcio giovanile italiano deve crescere. Sulla Renzo Lo Piccolo il nostro focus in Sicilia"

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A tu per tu con l'agente FIFA della Football Prince Management

 

L'exploit delle squadre spagnole e tedesche nell'ultimo turno di Champions ed Europa League, ha fatto capire che i settori giovanili, che le cosiddette "Cantere" sono la base del calcio moderno, bistrattate in Italia dove per anni si è messo da parte la costruzione di centri sportivi e l'investimento verso la crescita piramidale del settore tecnico, immettendo nel mercato interno calciatori stranieri, soprattutto nei ruoli dove gli italiani da sempre fatto hanno scuola.

Di questo ed altro ancora ne abbiamo parlato con Francesco Spisso, giovane rampante giornalista ed agente Fifa dell'agenzia Football Prince Management, che fra soci annovera Samir Ghoulam, fratello del difensore franco algerino del Napoli Fauozi Ghoulam.

"Il nostro calcio negli anni '90 era in assoluto il più spettacolare d'Europa, - esordisce Spisso - però col passare degli anni mentre tutte le altre nazioni come: Germania, Spagna si sono strutturate sotto tutti i punti di vista noi siamo rimasti allo stesso punto di partenza. Basta pensare che in Spagna, la maggior parte delle società hanno una squadra B nella quale poter dare la possibilità ai giovani di mettersi in mostra, in Inghilterra gli under vengono subito gettati nella mischia, ieri un certo Marcus Rashford, classe '97 ha deciso il derby di Manchester. In Italia manca la cultura del settore giovanile, dei giocatori "fatti in casa"; le società preferiscono sperperare i soldi per giocatori dal fascino esotico piuttosto che investire nei centri sportivi e nelle strutture necessarie per favorire i giovani "Made in Italy".

Quale allenatore italiano secondo lei avrebbe il coraggio di fare la stessa scelta di Louis van Gaal?

"Mi viene spontaneo pensare a Siniša Mihajlović, che quest'anno ha lanciato in prima squadra lo stabiese Gianluigi Donnarumma, lasciando in panchina portieri di esperienza come Abbiati e Lopez. Scelta coraggiosa, che gli ha dato ragione".

Secondo Lei il calcio italiano è pronto a fare questo salto di qualità?

"Attualmente no, è un percorso lungo e tortuoso, l'Italia attualmente è ancora molto lontana dalle top d'Europa. Basta guardare gli esiti dei match di Champions e di Europa League, nel mese di marzo la nostra non ha nessun club in corsa nelle competizioni europee".

La Football Prince Management agenzia di management sportivo, per la quale lei collabora come agente Fifa, che lavoro sta facendo per i giovani e per mettere in risalto queste problematiche?

"Il nostro modus operandi è molto semplice ed efficace. Ai giovani va concesso spazio e la possibilità di mettersi in mostra. E' preferibile che giochino in un campionato dilettantistico e si facciano le ossa su campi ostici con vere tifoserie, piuttosto di arenarsi in qualche settore giovanile e vivere di false illusioni. Bisogna badare alla concretezza, con l'abolizione del campionato di C2, la serie D e l'eccellenza hanno assunto un valore in più. Questo è l'unico modo per farli crescere e ad abituarsi al calcio vero".

Quali sono i giovani di punta che la Vostra agenzia assiste?

"Il classe '98 Umberto Otranto, playmaker della primavera del Napoli, un giocatore di un'intelligenza unica, ormai da tanti anni a Napoli. Marco Ginestra, attaccante classe '97, da due anni con la Casertana, quest'anno ha siglato una decina di reti, mettendo a segno anche un gol in prima squadra, a Gennaio in maniera unisona con la Casertana abbiamo deciso di fargli vivere la prima esperienza fuori casa, ad Abano in serie D per accumulare maggiore minutaggio. Simone Mauro, classe '98 della Juve Stabia, centrocampista dal piede fatato, fresco della seconda convocazione in prima squadra. Andrea Zimbardi, esterno sinistro '98, proveniente dai settori giovanili di: Frosinone, Napoli e Latina. Quest'anno tra i migliori under in campania nel suo ruolo. Francesco Esposito, classe '99 della Mariano Keller di Napoli, elemento inamovibile della rappresentativa Campana. Antonio Pignetti, esterno classe '99 che per caratteristiche e fisicità mi ricorda tanto il piccolo Insigne. Insomma ce n'è per tutti i gusti".

SportdelGolfo.com ha il focus sul calcio siciliano. Cosa ne pensi dei campionati regionali siciliani e quali giocatori l'agenzia ha sotto osservazione?

"I campionati siciliani forgiano un giocatore prima del tempo, ogni domenica si gioca su campi difficili con tifoserie molto calde. Abbiamo vari giocatori in Sicilia, ma in base a ciò che dicevo in precedenza mi preme sottolineare la storia di un ragazzo in particolare: Francesco Russo, difensore sinistro classe '93 della Leonfortese. Questo ragazzo rappresenta alla perfezione il nostro modo di lavorare e le problematiche del calcio nostrano. Parliamo di un atleta che ha giocato nella primavera dell'Ascoli dopodiché ha accumulato più di centro presenze tra serie D ed Eccellenza quando era ancora un under; passata questa fase "privilegiata", non è stato semplice trovargli squadra. L'abbiamo dovuto reinventare da esterno sinistro a difensore centrale a sinistra, attualmente è uno dei migliori difensori sinistri della serie D, un grande motivo di orgoglio per noi".

Il Vostro focus verso dove mira?

"Attualmente non ci fissiamo dei limiti in tutti i sensi. Non solo in Italia, ma abbiamo delle ottime sinergie anche all'estero: Francia, Spagna, Polonia e Russia. Bisogna ampliare i propri orizzonti per costruire qualcosa di importante".

Quali scuole calcio avete individuato in Sicilia dove "pescare" giovani talenti?

"Oltre a quelle più prestigiose, ultimamente abbiamo posto sotto i nostri riflettori il lavoro della scuola calcio Renzo Lo Piccolo di Terrasini, in provincia di Palermo. Personalmente già conoscevo l'allenatore Vincenzo Lo Piccolo che alla guida della formazione allievi regionali dell'Adelkam nel 2009 si è laureato campione regionale, da lì sono sbocciati calciatori come Pierantonio Sassano (92) oggi in Lega Pro all'Ancona e Salvatore Maltese (96), visionato nella prima parte di questa stagione in serie D allo Scordia.

La Renzo Lo Piccolo ha iniziato ad incuriosirci dopo aver acquisito il titolo di scuola di calcio Elite, il fatto che alcune "giovani promesse" sembrano essere sotto l'osservazione dei club professionistici. E' il caso del centrocampista classe 2000 Francesco Giambanco, che ho potuto notare nelle fila della Rappresentativa Siciliana giovanissimi regionali lo scorso anno al "Torneo delle Regioni", già in prova all'Udinese, la scorsa settimana il nostro entourage ha sondato le prestazioni del difensore Michele Cinquemani in prova al Bassano Virtus, abbiamo ottime referenze sul fantasista Danilo Terranova e del centrocampista Leonardo Musso, tutti e tre classe 2001, ma non solo ci sono altri 2000 e 2001 di prospettiva, mentre tanti classe 2002, 2003 e 2004 hanno molte possibilità di fare bene in futuro".

Sullo scouting, enorme problema che coinvolge le scuole calcio, quali consigli vuole dare ai genitori che spesso cadono nelle lusinghe di pseudo scopritori di talento?

"Il calcio deve essere un divertimento e un momento in cui i ragazzi si sentano nel loro angolo di paradiso. Bisogna lasciarli vivere serenamente senza pressioni. Non ci sono promesse che tengano, se i vostri figli diventeranno o no dei calciatori sarà il campo a deciderlo, non i vari scopritori del caso. Il compito dei genitori, come quello dei procuratori. dovrebbe solo essere quello di aiutarli e supportarli in questa fase di crescita nel modo migliore possibile, poi ovviamente se son rose fioriranno...".

Cosa ne pensa del nuovo sviluppo che la Federazione sta dando al calcio femminile?

"Il calcio femminile meriterebbe molta più visibilità di quella che attualmente detiene. La Federazione rispetto a qualche tempo fa si sta mobilitando in merito, ma come del resto vale per il calcio maschile, è un procedimento che richiede tempo e tanta buona volontà".

Quali obiettivi si pone per il futuro?

Quatto anni fa mi posi la stessa domanda, il progetto nato insieme al mio socio e amico Alberto Zasso nasceva dal presupposto di dare vita a qualcosa di diverso dal resto e ci siamo riusciti. Ora per scaramanzia non mi espongo, ne riparliamo fra altri quattro anni...".

Francesco grazie per la disponibilità!

Grazie a Voi di SportdelGolfo.com per il lavoro che fate per lo sport siciliano.

Fortunata Pennisi - SportdelGolfo.com

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