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Calcio Giovanile: Uno su 12.000 ce le fa!

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Piccolo focus che evidenzia alcuni problemi dei nostri settori giovanili

 

Vi  ricordate il testo della famosa canzone di Gianni Morandi “Uno su mille”? Nel calcio moderno la proporzione è molto più ampia, solo 1 ragazzo su 12.000 che frequenta le scuole calcio italiane esordisce in serie A.

Con quasi un milione e mezzo di tesserati (dati 2015), la FIGC è la federazione più ricca affiliata al CONI, lo zoccolo duro sono i centri di base che numericamente ed economicamente, soprattutto con i costi del tesseramento, sostengono l’intero movimento.

Le scuole calcio negli ultimi anni si sono talmente specializzate, sia grazie alla formazione del personale che alla capacità organizzativa, che in alcuni casi sono diventate delle vere e proprie “cantére” dalle quali pescano i club professionistici.
Poche di queste però riescono veramente a raggiungere l’obiettivo di far fare il salto di qualità ai propri atleti. I motivi sono vari per lo più riconducibili alla politica aziendale delle squadre professionistiche, al quale interessa esclusivamente la vendita del brand, all’incompetenza di chi sul territorio dovrebbe gestire ed effettuare lo scouting ed alla scarsità del materiale umano.

A tutti questi fattori aggiungiamo la grande crisi economica, che nell’ultimo decennio ha travolto il nostro Paese, i tanti stranieri che indossano le maglie sia delle formazioni dei settori giovanili che delle prime squadre del club italiani, la crisi delle nazionali, ed il gioco è fatto così la possibilità di “sfondare” si stringe.

Le aspettative restano comunque alte, ecco il perché tante famiglie italiane investono sul futuro dei propri figli, soprattutto con la speranza che oltre a sfondare nel mondo del calcio, diventi il loro principale mezzo di sostentamento.
In questo limbo entrano in scena personaggi senza scrupoli che si spacciano per procuratori, ma che non sono altro dei piccoli “azzeccagarbugli”, i quali oltre a non aver hanno nulla a che fare con chi opera nel settore ed è autorizzato a farlo, getta ombre sull'intera categoria.

Ma quanto è dura la salita”? Durissima, perché entrare a far parte meritamente di un settore giovanile di un club professionistico, restarci ad esordire in serie A diventa davvero una scommessa, ma se riesci corri “finché non suona la campana vai”.

Fabrizio Campagnano - SportdelGolfo.com

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